DJ /rupture

Basta una canzone di tre minuti per fermare il tempo, proprio come un campionamento riesce, in tre secondi, a evocare decenni di storia. La musica cronometra la velocità della nostra epoca; poi, secondo l’esigenza del momento, la distende, la contrae, le dà ritmo e attualità. È il battito cardiaco dello Zeitgeist.

Nel 2001, alle soglie dell’era di internet, Jace Clayton è uno sconosciuto DJ di Boston trapiantato in Spagna. Senza preavviso e senza promozione, un suo mixtape diffuso su internet – Gold Teeth Thief, sessanta minuti di musica «senza né capo né coda» – viene scaricato da migliaia di persone in tutto il mondo e diventa un successo globale. Clayton comincia a essere invitato a esibirsi nei posti più lontani, bizzarri e diversi tra loro, da un nightclub di Zagabria a una galleria d’arte di Osaka, da un ex bordello di São Paulo ai più prestigiosi ed eleganti musei del mondo. In questo meraviglioso e dannato girovagare, Clayton incontra musicisti e organizzatori di cultura, tecnici di studio e fan, e soprattutto ascolta, ascolta tutto e di tutto. Le musiche più insolite, originali, imprevedibili, le musiche di un mondo iperconnesso e globalizzato ma che – in fondo – non è mai apparso così creativo e originale.

Auto-Tune fra i berberi del Marocco, party jungle a Boston e matrimoni di strada al Cairo, Jay Z e i Fugazi, rave di tribal messicano fra Brooklyn e Monterrey, musica per cellulari dal Sahara e per sax dall’Etiopia, orchestre di likembé e sound system giamaicani, il Do It Yourself e il noise giapponese. Benvenuti nell’era della world music 2.0: un mondo di remix e appropriazioni più o meno indebite, in cui gli strumenti tradizionali sono da buttare nel fuoco e basta un computer – ma all’occorrenza anche uno smartphone o una PlayStation – per fare musica e diffonderla.
Jace Clayton è il bardo di tutto questo, e parte stessa del quadro. Con Remixing, uscito negli Stati Uniti nel 2016 e di cui EDT sta per pubblicare la prima edizione italiana, le sue orecchie diventano le nostre, e dalla cronaca di questi viaggi musicalmente avventurosi nasce una delle riflessioni più acute mai scritte su cosa sia diventata la musica in questo primo scorcio di XXI secolo.
Jace Clayton è DJ, musicista e scrittore. Suoi articoli sono apparsi su «The New York Times Magazine», «The Washington Post», «n+1», «Bidoun», «Frieze» e «The Fader». Con il nome di DJ Rupture si è esibito sui palchi di tutto il mondo e ha pubblicato numerosi album, mix ed EP acclamati dalla critica. Vive e lavora a New York City. L’edizione italiana del suo libro Uproot è appena stato pubblicata da EDT con il titolo Remixing. Viaggio nella musica del XXI secolo.

A #invasione17 ci farà ballare sabato 3 giugno per la serata in collaborazione con Ivreatronic e domenica 4 giugno sarà intervistato da Valerio Corzani.